SCANDIANO
Il
territorio di Scandiano era dominato, fino alla metà del sec. XIII,
dalla famiglia dei Malapresa del Gesso che avevano il loro castello
sulle pendici gessose del monte Vangelo e che tenevano nella pianura
alcuni avamposti.
Uno di questi era un’antica torre che Giberto da Fogliano espugnò
nel 1262, costruendovi vicino e attorno le prime strutture del
castello di cui sono visibili alcune tracce nei sotterrai della
rocca.
Il castello dei Malapresa offrirà l’ultimo rifugio alla famiglia
Sessi del 1311-1312, quando Bernardino Sessi vi si rifugia con i
suoi ultimi disperati seguaci e con una figlia, avuta da una monaca
sedotta di casa Fogliani( la Mezzafoglia). L’assedio finì con la
strage dei Sessi ad opera dei Fogliani e con la demolizione del
castello, di cui resta quasi nessuna traccia.
Scandiano fu così dominio sicuro dei Fogliani che ampliarono la
fortezza di Giberto, la circondarono di fossato, favorirono lo
sviluppo del borgo. Nel 1345 vi trova rifugio e scampo da una brutta
avventura Francesco Petrarca profugo da Parma. “Uscito con pochi
attraverso i posti di guardia nemici…giunti presso Reggio, città dei
nemici, verso mezzanotte, una schiera di ladroni sbuca da un
agguato…”, il Petrarca fugge, cade da cavallo, rimane appiattito in
un fosso, certamente tra Fogliano e Fellegara, finchè “al mattino
fummo accolti tra le mura di un castello detto Scandiano e sapemmo
che i nemici ci avevano cercato tutta la notte”. Bene accolto e
ristorato può procedere “lungo la propaggine dei monti”(la strada
pedemontana) per Modena e Bologna.
Nel 1417 Nicolò III d’Este tolse Scandiano ai Fogliani per
investirne Feltrino Boiardo col titolo di conte.
Sotto i Boiardo(1417-1560) Scandiano divenne una piccola capitale
rinascimentale.
Il castello fu trasformato in signorile dimora: ospitò Giovanni d’Angiò,
Laura d’Este, il papa Paolo III, Ludovico Ariosto e Giovanni
Calvino: fu ornato da splendidi dipinti di Nicolò dell’Abate.
Le prime notizie riguardanti l’innalzamento dei due livelli
superiori della Torre, con l’aggiunta della copertura a quattro
falde e la torretta al vertice del tetto, risalgono alla prima metà
del secolo XVI.
In questo periodo Scandiano conobbe, grazie al buon governo di
Giovanni e Giulio Boiardo, una forte crescita economica e culturale.
Il miglioramento delle condizioni economiche richiamò nel Paese, dai
territori vicini, nuovi abitanti in cerca di lavoro e di sicurezza
.Il centro storico si sviluppò, nuove strade e nuove piazze si
aggiunsero alle vecchie e nuovi edifici civili e religiosi andarono
ad arricchire il patrimonio edilizio urbano
La chiesa di San Giuseppe, il Convento e la chiesa dei Servi
dell’Ospedale, gli edifici del Monte di Pietà e del Peculio dei
Grani, la Torre Civica dell’Orologio, costruita dove un tempo
sorgeva l’antica porta di Reggio, sono solo alcune delle opere
realizzate in questo periodo.
Ed è proprio nella Torre Civica, ora in ristrutturazione interna,
che ha sede la Confraternita dell’Aceto Balsamico
Tradizionale Reggiano.
Un avvenimento curioso segna il primo apporto documentario
riguardante la Torre Civica o dell’Orologio: si trova in un atto
pubblico redatto dal notaio scandianese Delaito Mattacoda.
E’ la relazione del duello fra il Capitano Giulio da Viterbo e il
Signor Centio Capizucca romano che si svolse il 5 settembre 1548:
“suso la piazza di Scandiano nel moderno sticato e campo francho…dato
dal Ill.mo Signor Conte Julio Boiardo”. Il notaio, presente fra la
folla, conclude l’atto: “….non si può ueder horologio ne udir le
hore per la moltitudine di li persone esistenti suso la piazza”

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