Storia - Storie - Ricette - Note storiche a cura della Confraternita dell'Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano
Anno VII • Luglio 2001
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MA A COSA SERVONO I CORSI CONDUTTORI?

E' importante che chi possiede una acetaia acquisti maggiore competenza
Da qualche mese organizziamo corsi per conduttori di acetaia di primo livello, in grado cioè di dare le basi per operare ai neofiti o a coloro che qualche botticella già l'hanno avviata nel sottotetto, ma le incertezze nella conduzione non li rendono in grado di procedere da soli. Questo è l'obiettivo delle serate già organizzate a Casalgrande, S. Polo e Bagnolo: ognuno in acetaia dovrebbe essere in grado di lavorare da solo, e i pareri e i consigli o le visite dei più esperti dovrebbero ridursi.al minimo. Essere hobbisti, come quasi tutti noi siamo, vuol dire interessarsi ad una attività in modo completo, magari imperfetto, ma dal principio alla fine. Altrimenti, che gusto c'è?
Arrivano al Palio molti aceti poco noti ai proprietari, che hanno un padre nel tecnico che visita regolarmente l'acetaia, porta il mosto cotto, fa i travasi, dà i consigli e li mette in pratica. E spesso si classificano assai bene.E' un vero peccato che la cultura dell'aceto balsamico non sia ancora arrivata a coinvolgere totalmente tutti questi possessori di batterie, e questo può in parte spiegare il limitato interesse che la città dimostra verso questo suo grande prodotto. Perché è vero, questo aceto s'identifica con un hobby dal sapore d'altri tempi, quando la fretta, il divertimento e il soldo non erano i principali consiglieri della giornata, e quando peraltro era facile trovare in campagna l'uva dal contadino, cavare o far cavare il succo, farlo bollire e quindi fargli iniziare la strada verso l'affinamento. E poi la maturazione è una cosa lunga e di scarsa soddisfazione, e il fine settimana non si ha più tempo di starsene lassù al freddo, lontano dagli amici e dalla partita di calcio.. Però l'entusiasmo e l'attenzione con cui sono stati seguiti questi corsi fa pensare che chi in acetaia non fa, ma fa fare, non abbia affrontato il tema sotto il giusto profilo. Avviare una acetaia non è un lavoro solo faticoso, ma anche di scelte tecniche, di conoscenza di processi fisici, chimici e biologici molto divertenti ed alla fine facili da imparare: basta solo partecipare a queste due serate, assaggiare i mosti e gli aceti proposti per memorizzare "partenze" e "arrivi", e seguire le piccole dispense. Tutto questo è poca cosa? Forse si, ma certo sufficiente ad avere una buona autonomia, non commettere errori importanti, gustare il piacere di una cosa fatta con le proprie mani e le proprie conoscenze. In autunno, come molti di voi già sanno, sarà organizzato un corso di secondo livello, per sviscerare meglio gli argomenti già trattati ed affrontare quelli più tecnici degni di un grado di preparazione più avanzata. Infine, oltre all'appoggio degli alfieri, dei consiglieri e degli amici più esperti, stiamo operando perché da ottobre abbiate a disposizione un tecnico, a giorni fissi, nella nostra sede di Casalgrande in grado di dare suggerimenti ed eseguire, gratuitamente per i soci, analisi di laboratorio utili ad una corretta conduzione. Vogliamo creare una città capitale dell'aceto, ma per farlo abbiamo bisogno che il tessuto sociale sia costituito da un gran numero di persone che producono, pensano, parlano, raccontano aceto, in modo che il passante si volti a guardare, perché di là ha sentito arrivare una parola interessante unita ad uno stimolante profumo.


Ugo Rangone

L’inaugurazione della Sede è fissata per sabato 22 settembre dalle 17,00 in poi.

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